Questo piatto rappresenta l’essenza della convivialità, un comfort food per eccellenza che riesce a trasformare un ortaggio umile come la zucchina in una sinfonia di gusto e cremosità. È la ricetta che mia nonna preparava la domenica, quella il cui profumo si spandeva per tutta la casa, promettendo un pranzo ricco di affetto e tradizione. Vi guiderò passo dopo passo, con la stessa cura e passione di un tempo, per portare sulla vostra tavola non solo un gratin, ma un’esperienza indimenticabile. Preparatevi a scoprire come la semplicità possa diventare straordinariamente deliziosa. È una promessa da chef!
20 minutes
35 minutes
facile
€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
Passaggio 1
Iniziamo con la preparazione degli attori principali di questa deliziosa pièce teatrale culinaria. Per prima cosa, aprite i vasetti di zucchine grigliate e scolatele con delicatezza dall’olio di conservazione, adagiandole su un piatto foderato con carta assorbente da cucina per eliminare l’eccesso di unto. Questo passaggio è fondamentale per non appesantire il gratin. Nel frattempo, dedicatevi ai formaggi: tagliate la scamorza affumicata a fettine sottili, di circa mezzo centimetro. Il suo sapore deciso e la sua capacità di filare in cottura doneranno al piatto un carattere unico e irresistibile.
Passaggio 2
Ora che tutti gli ingredienti sono pronti, possiamo dare il via alla costruzione del nostro capolavoro. Prendete la vostra pirofila e ungetene leggermente il fondo con un filo d’olio extra vergine d’oliva. Dopodiché, stendete un velo sottile e uniforme di besciamella. Questo primo strato creerà una base morbida e cremosa che impedirà alle zucchine di attaccarsi durante la cottura, garantendo un risultato finale succulento.
Passaggio 3
È il momento di comporre il primo strato. Disponete ordinatamente le fette di zucchina grigliata sul fondo della pirofila, cercando di non lasciare spazi vuoti, come se steste creando un mosaico. Salate e pepate leggermente, tenendo conto della sapidità degli altri ingredienti. Adagiatevi sopra le fette di prosciutto cotto e poi quelle di scamorza affumicata. Concludete con una generosa spolverata di parmigiano reggiano grattugiato e qualche cucchiaio di besciamella distribuito qua e là.
Passaggio 4
Continuate ad alternare gli strati con pazienza e amore, seguendo lo stesso ordine: zucchine, sale, pepe, prosciutto cotto, scamorza, parmigiano e besciamella. Proseguite fino a esaurire tutti gli ingredienti. L’ultimo strato dovrà essere una celebrazione della cremosità: ricoprite l’intera superficie con la besciamella rimasta, livellandola delicatamente con il dorso di un cucchiaio o una spatola.
Passaggio 5
Il tocco finale è ciò che renderà il vostro gratin irresistibilmente croccante e dorato. Cospargete la superficie in modo uniforme con il pangrattato, mescolato precedentemente con il parmigiano reggiano avanzato. Aggiungete una spolverata di noce moscata per un aroma speziato e avvolgente e completate con un giro d’olio extra vergine d’oliva. Questo piccolo segreto aiuterà a creare quella crosticina dorata e fragrante che tutti amiamo.
Passaggio 6
Preriscaldate il forno in modalità statica a 180°C. Infornate la pirofila nel ripiano centrale del forno e lasciate cuocere per circa 30-35 minuti. Il gratin sarà pronto quando la superficie apparirà ben dorata e inizierà a fare delle deliziose bollicine sui bordi. Per un effetto ancora più croccante, potete attivare la funzione grill per gli ultimi 2-3 minuti di cottura, ma fate molta attenzione a non bruciare la superficie! Gratinare: termine tecnico che indica la creazione di una crosta dorata e croccante sulla superficie di una preparazione grazie a una cottura ad alta temperatura. Una volta sfornato, lasciatelo riposare per almeno 10 minuti prima di servirlo: questo permetterà ai sapori di amalgamarsi e al gratin di compattarsi, rendendo più facile il taglio delle porzioni.
Il trucco dello chef
Per un tocco di sapore in più e una nota aromatica mediterranea, potete aggiungere al pangrattato un trito finissimo di erbe aromatiche secche, come origano o timo. Inoltre, se desiderate una besciamella più ricca, potete insaporire quella pronta scaldandola leggermente in un pentolino con una foglia di alloro e un pizzico di noce moscata prima di utilizzarla nella ricetta. Rimuovete l’alloro prima di comporre il gratin. Questo piccolo accorgimento eleverà il vostro piatto a un nuovo livello di bontà.
L’abbinamento perfetto: freschezza nel bicchiere
Un piatto così saporito e cremoso, con la nota affumicata della scamorza e la sapidità del prosciutto, chiama un vino che sappia pulire il palato con eleganza e freschezza. La scelta ideale ricade su un vino bianco giovane e vivace. Vi consiglio un Vermentino di Sardegna, con i suoi profumi agrumati e la sua piacevole mineralità, oppure un Pinot Grigio del Friuli, secco e fruttato. Entrambi, con la loro buona acidità, sgrasseranno la bocca, bilanciando perfettamente la ricchezza del gratin e preparando il palato al boccone successivo. Serviteli freschi, a una temperatura di circa 10-12°C.
Il termine gratin, di origine francese, indica una tecnica di cottura che consiste nel formare una crosticina dorata e croccante sulla superficie di un piatto, generalmente grazie all’uso di formaggio, pangrattato o burro. Sebbene il nome sia d’oltralpe, questa preparazione è profondamente radicata nella cucina casalinga italiana, dove prende il nome di ‘sformato’ o ‘pasticcio’, a seconda della regione.
Il gratin di zucchine è un classico esempio di ‘piatto di recupero’ intelligente, nato dall’esigenza di utilizzare le verdure abbondanti dell’orto e gli avanzi di salumi e formaggi. La sua bellezza risiede nella sua incredibile versatilità: il prosciutto cotto può essere sostituito con speck o mortadella, e la scamorza con provola dolce, mozzarella ben asciutta o fontina. Ogni famiglia ha la sua versione, tramandata di generazione in generazione, a testimonianza di come la cucina sia un linguaggio universale fatto di amore e creatività.
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